Mattina

[mercoledì, 26 luglio 2006, ore 04:01] [francia che ti passa, marcovaldo]

Vabbe', sono quasi le 5 e non ho avuto tempo nemmeno di ricopiare i "mille" post: vi siete salvati.

Un saluto a tutti ed alla prossima.


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Sadisfactions

[mercoledì, 26 luglio 2006, ore 03:13] [francia che ti passa, marcovaldo]

3 colori, un tricolore, anzi per me, IL TRICOLORE.

Non sventola perché in ufficio non c'é aria e non é colpa nè delle ascelle, nè dei piedi di nessuno.

Ero bagnato dalle calze in su, ma vuoi mettere questa mattina il sorriso che avevo mentre passavo il "bonjour" ai miei colleghi?

Devo ringraziare mio fratello e la sua metà del cielo per avermi accolto a casa e per aver condiviso con me questo gran bel momento.

4 paperelle, 4 STELLINE!

http://www.figc.it/italiano/gallery/12_photo_germania_2006.htm


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Lapsus?

[mercoledì, 26 luglio 2006, ore 02:19] [marcovaldo]

Qui qualcuno si é dimenticato di scrivere qualcosa che mi aveva promesso...

L'arte...

N.B.:  ricordarsi di comprare questo limoncello prima del 15, é la fine del mondo...


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Capo

[mercoledì, 26 luglio 2006, ore 01:36] [parolenote]

Capo / questa è la mia vita fatta di violenza
Foto / Io che ce l'ho in mano
e il resto in dissolvenza.
Chi dice che sono un diavolo.
Lo dice per esperienza / Capo
Capo / ho uno scarafaggio chiuso nella mano
vedo pugni-sangue e tette su Italia Uno
e poi salgo sopra un autobus
a caccia di un altro guaio / Capo.
Non c'è dottore che mi può guarire dal dolore
perché MI PIACE IL MALE CHE MI FACCIO
A STARE QUA
in mezzo al fuoco,
fra le storie dei telegiornali
in questo cazzo di città ...
Capo / io e la mia bambina ci prendiamo a secco
Scappo / devo farle un altro buco nell'orecchio.
I brividi fanno lacrime
che corrono sullo specchio/ Capo.
Capo / specie di rifiuto radiocomandato.
Nuoto nella fogna,
tu non puoi venirmi dietro.
Quaggiù non c'è stile libero
si salva soltanto il topo / Capo.
Non ho mai chiesto aiuto al prete
o all'angelo custode
perché mi piace il male che mi faccio
a stare qua
in mezzo al vento, sotto i fulmini
e i temporale
in questo cazzo di città.
Non c'è dottore che mi può guarire dal dolore
perché MI PIACE IL MALE CHE MI FACCIO
A STARE QUA
in mezzo al fuoco,
fra le storie del telegiornale
in questo cazzo di città.

Testi e musica: Samuele Bersani

P.S.: Qualcuno sa come regolare l'orologio di splinder? Finisce per rompermi le scatole...


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A B.

[mercoledì, 26 luglio 2006, ore 00:55] [marcovaldo, parolenote]

Ciao, non ti ho chiamato e nemmeno scritto. Neanche un telegramma. Niente di tutto questo. Ho ripensato a quello che é passato. A quella voglia strana di piangere e morire. Sentirsi tremendamente leggeri da sentirsi in colpa, responsabili. Avvolti dal bruciore di lacrime che non si riesce a piangere. Sconvolti dalla consapevolezza che, in fondo, ci si era preparati da tempo. E questo momento é arrivato maledettamente troppo presto. Senza avere il tempo di dire mille frasi, di fare tutte quelle cose che ci eravamo promessi di fare. E anche quella carezza, quell'insulto, quel passare le stesse emozioni, forse più forti di chi le vive, non possono colmare quel vuoto che già c'é. La voragine che prende forma più nella paura di quel che diverrà, nell'orrore di noi stessi, di un domani in cui ci si dimenticherà. Il cuore che perde colpi e che vorrebbe accellerare, il cervello che scoppia e dovrebbe rallentare. Questi sensi di colpa che non bastano mai, come la ricerca di colpevoli e scuse, di santi e di dei. Questo é un abbraccio, dato da un orso ormai troppo corroso dalla quotidianità. Se solo riuscissi a sentirmi, ti augureri una buona notte, almeno questo e almeno questa. Non sei sola. Se, come credo guardi altrove, mi piacerebbe che sentissi questa musica e queste parole. Esistono universi paralleli e infinite possibilità, neanche la fantasia le puo' limitare. Neanche questa canzone che credo, ti appartenga già.

1 Bacio.

D.

Il mondo visto dallo spazio

(C. Bertotti - F. Ferri)

Visto da qui non sembra neanche poi quella gran cosa
a volte non direi nemmeno che è la mia casa
impercettibile si muove e si distingue appena
non vedo come possa imprigionare tanta vita

qui non c'è rumore, solo pace non c'è distrazione
e vedo allontanarsi sempre più la tentazione
di continuare a credere che possa ritornare
passando in un secondo dal mio cielo al vostro mare

tu non rispondere non mi fai credere più a niente
tu che hai pensato davvero di esistere portami
giù se ci riesci riprenderò a vivere come vuoi tu
che hai potuto soltanto resistere

il mondo visto dallo spazio è solo un'illusione
un punto poco fermo in preda alla sua rotazione
è il sogno di un illuso che non si è più risvegliato
e noi fantasmi non crediamo che al nostro passato

tu non puoi credere che io mi fermi qui, soltanto
tu che mantieni distanze e quei limiti (così vicini)
qui non rimane più niente da chiedere, non sento
più quelle frasi che devo risolvere

la vita vista dallo spazio perde ogni ragione
è il pianto di un bambino solo senza protezione
è scudo alzato a riparare i colpi del destino
ma scenderò più giù per controllare da vicino


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TuttoInUnaNotte

[martedì, 25 luglio 2006, ore 23:50] [marcovaldo]

Copio il titolo da una grandissima trasmissione musicale dell'ormai compianta TMC2 (non sono romantico, solo nostalgia).

Per il palinstesto, la redazione e per noi nottambuli, era molto di più di otto ore di musica, era un modo di vivere ed esprimersi, seppur esteriormente passiva, che ci permetteva di urlare "Sangue impazzito" o "Fata Morgana" ricordandoci che il bello era il passare insieme certi momenti (grazie a chi c'é stato e a chi si é rifiutato: loro possono capire).

Questo é lo spazio che passa tra un letto e qualche server.

Questo é il momento in cui invece di riempire il bloc notes di appunti, riempio voi di cazzate assopite, purtroppo mai dimenticate, di notti bianche e grida senza voce.

E siccome amo ripetermi per non regalarvi scuse idiote, questo é l'inizio della fine.

Finisce qui, o quasi, la mia avventura da "le Fou Jumeau", continuano le altre.

Ho bisogno di intimità e di "anonimato".

Ho bisogno di dare spazio alle mie, vostre, molteplici sfaccettature senza se e senza ma.

Tutto in una notte.

Tra 1 server e l'altro.

Tra i "copia ed incolla" che ho amato e che ho odiato.

Le pagine dei blocchi sono 251, ma non vi tediero' cosi a lungo.

Penso di utilizzare il metodo migliore (come si dice dalle mie parti): alla c...o di cane; un po' copiando ed un po' a ruota libera.

Sono sicuro di ritrovarvi prestissimo, a voi la caccia allo "stregone".

Seguono post senza soluzione di continuità fino all'arrivederci, oddio, al rileggerci.

Grazie per tutti i commenti buoni e soprattutto a quelli cattivi; grazie di avermi fatto sentire importante.

Ma, cosa più importante di tutte, grazie per avermi fatto crescere ed avermi dato la possibilità di conoscervi e di confrontarmi con voi.

Nulla finisce, dopo questa notte, come l'energia, tutto si trasforma.

P.S.: cena offerta (a casa, qui i prezzi sono carissimi) a chi mi trova per primo.

@+

D.


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1 po' di musica...

[giovedì, 11 maggio 2006, ore 23:20] [parolenote]

"Lo scrutatore non votante

é sempre stato un uomo fragile

poteva essere farfalla ed é rimasto una crisalide"

Samuele Bersani - Lo scutatore non votante


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- di 2'

[mercoledì, 26 aprile 2006, ore 01:49] [marcovaldo]

e non avete visto ancora niente...

Al confine coi miei pensieri
scivolo sull'erba dei campi
onde su onde i desideri
e sogno di averti al mio fianco
ma segno la mia zona
Son tonnellate le cose non dette fra noi
e le carezze ai cuscini
M'abbandono ai desideri
e scivola la mano sui fianchi
cerco amore coi soli pensieri
e cado nei tuoi occhi salati
Mi chiedi perché io gioco con le parole
sai come va difendo la mia zona
resto solo coi miei pensieri
Nuoto nell'erba
e passa il silenzio il mezzo a noi
son l'animale che parla da solo col vento
segno il mio confine
questo e il mio limite di animale di zona
Tu preferisci un'altra illusione alla realtà
io uso parole come coriandoli di spine
questo è il mio confine
un autolimite di animale di zona
di animale di zona...di animale di zona...


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Diamo fondo al forfait.

[mercoledì, 26 aprile 2006, ore 01:20] []

Quanto/i...
...giorni sono che non leggo la posta su ...mail?

...secondi sono passati dal "caXo é troppo tardi!"?
...giorni sono che si contano le schede?
...minuti sono trascorsi in cui ho perso tempo?
...giorni sono che Vespa non sa' più dove ronzare?

...anni sono che non mi confesso?
...attimi sono passati in cui "Dio forse esiste"?
...tempo ha Ricucci per dire chi l'ha fregato?
...anni devono passare fino a che io diventi finalmente adulto?
...giorni sono che rimango  cosi?


Tutto questo tempo, vi assicuro, non é passato invano.

1 pregunta


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Come si fa...

[mercoledì, 26 aprile 2006, ore 01:12] []

Ognuno ha il suo giardino da curare...

il était seulement pour offrir quelque chose pour vos anniversaires, en plus l'ordinateur il est vieux et je n'ai pas l'esprit d'apparaître! 


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Il Gemello Pazzo

Ricordare il passato serve per il futuro, così non ripeterai gli stessi errori: ne inventerai di nuovi. Groucho Marx

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